Il futuro della fine :: Narrazioni e rappresentazioni dell’apocalisse dal Novecento a oggi
CALLS



Il futuro della fine :: Narrazioni e rappresentazioni dell’apocalisse dal Novecento a oggi


Convegno internazionale 

Università di Varsavia 

Dipartimento di Italianistica

4 – 5 dicembre 2017

Varsavia, Polonia


L’apocalisse porta in sé, a partire dalla sua “canonizzazione” biblica, l’idea di una convergenza fra catastrofe e rigenerazione, fra fine e trascendenza della fine, e dunque la prospettiva che la distruzione di un mondo sia accompagnata dalla edificazione di un mondo nuovo. Di qui il rapporto privilegiato che il tema dell’apocalisse ha intrattenuto, sino alla nascita della modernità, con il pensiero messianico e utopico. Inoltre, all’unicità del “Giudizio finale”, dal disegno trascendentale, si accostano (in particolare con la modernità) le divergenti dinamiche di un evento mondano, di continua trasformazione e mutazione del presente. Richiamandoci a Frank Kermode, e al suo The Sense of an Ending, potremmo dire che il paradigma apocalittico tende a oscillare fra l’orizzonte della “fine imminente” e quello della “fine immanente”. L'apocalisse di natura espressamente profetica, pertanto, sembra a tratti sfumare, l'escatologia si espande a tutta la storia come se la fine fosse presente in ogni momento. Se da un lato Gertrude Stein scriveva: “everything destroys itself in the 20th century and nothing continues”, dall’altro T.S. Eliot portava a rispecchiarsi, uno nell’altro, il senso della fine e quello della rinascita, l’Alfa e l’Omega, tanto da affermare: “in my beginning is my end / in my end is my beginning”. Il post-moderno a sua volta, a partire dall’idea di “fine della storia”, e dal trauma collettivo lasciato in eredità dal secondo conflitto mondiale, si presenta sotto il segno di una diffusa ansia del disastro, di una condizione postuma, da “dopo la fine”, in cui si riattiva un peculiare dialogo con il testo giovanneo, e il suo enorme potenziale simbolico, al fine di interrogare e comprendere i punti di crisi, e le chance di resistenza, dell’umano nella condizione contemporanea. 

Nel convegno internazionale e interdisciplinare che si svolgerà dal 4 al 5 dicembre 2017 presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Varsavia in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura seguiremo il paradigma dell’apocalisse, e del dopo apocalisse, nel mondo della cultura e delle arti. In un percorso che va dall’inizio del XX secolo ad oggi, affronteremo il rapporto fra il paradigma dell’apocalisse e le catastrofi storiche (i due conflitti mondiali, lo sterminio di massa, l’esperienza della bomba atomica) così come l’incidenza nell’immaginario collettivo, e nella cultura di massa, di disastri naturali, epidemie, invasioni aliene. Analizzeremo altresì il rapporto fra apocalisse e tecnologia che dalla Grande Guerra a oggi continua a sollecitare timori, fantasie e fobie legate all’idea perturbante di una estinzione del genere umano o a una sua ibridazione in prospettiva post-human. Il convegno sarà dunque l’occasione per interrogare il “senso della fine” che attraversa più di un secolo della nostra storia, dalle avanguardie al modernismo, da Samuel Beckett a Paul Celan, da Paolo Volponi ad Arno Schmidt, da Ezra Pound a Pier Paolo Pasolini, da Philip K. Dick a Stanisław Lem, da J.G. Ballard e Kurt Vonnegut a Guido Morselli, ma anche nella filosofia, nel dibattito critico, nell’immaginario politico, nel cinema, nella narrativa di genere, nella pittura, nel fumetto e nella musica contemporanea.

Keynote speakers

Carla Benedetti | Università di Pisa


Carlo Bordoni | Università degli Studi di Firenze
Il lungo addio del futuro. Postmodernità, apocalissi rinviate, nemesi storiche e altre crisi del nostro tempo

 

Michele Cometa | Università degli Studi di Palermo
Il “Trionfo della morte” di Palazzo Abatellis nella letteratura “siciliana” del Novecento

Sergio Givone | Università degli Studi di Firenze


Carlo Pagetti | Università degli Studi di Milano
Nell’epoca della bomba: la fantascienza anglo-americana tra distopia e apocalisse



Chi volesse partecipare è invitato a inviare entro il 20.07.2017 all’indirizzo mail convegno.apocalisse@gmail.com una breve comunicazione che contenga il titolo dell’intervento, una sintesi  dello  stesso  (di  circa  150-200  parole)  e  una  brevissima  presentazione  bio-bibliografica.  Conferma dell’accettazione dell’intervento sarà comunicata entro il 7.08.2017. La tassa di iscrizione sarà pari a 90 euro (inclusiva dei costi per la pubblicazione degli atti nonché della cena di apertura) da effettuare entro il 30.09.2017, con un versamento sul seguente conto corrente:  PL 64 1160 2202 0000 0000 6084 9207 SWIFT: BIGBPLPWXXX intestato a: Uniwersytet Warszawski, Krakowskie Przedmieście 26/28, 00-927 Warszawa. Nella causale del versamento andranno specificati: nome e cognome del convegnista, titolo del convegno e infine il codice 33-21.

Lingue del convegno: italiano, inglese, polacco

Comitato Scientifico: Alessandro Baldacci (Università di Varsavia), Carla Benedetti (Università di Pisa), Nicolas Bonnet (Université de Bourgogne), Carlo Bordoni (Università di Firenze), Mark Chu (University College Cork), Alberto Casadei (Università di Pisa), Michele Cometa (Università degli Studi di Palermo), Silvia Contarini (Université Paris Nanterre), Pietro Gibellini (Università Ca' Foscari Venezia), Arturo Mazzarella (Università degli studi Roma Tre), Lech Nijakowski (Università di Varsavia), Carlo Pagetti (Università degli Studi di Milano), Anna Porczyk (Università di Varsavia), Roberto Risso (Clemson University), Niccolò Scaffai (Università di Losanna), Alessandro Scarsella ((Università Ca' Foscari Venezia), Hanna Serkowska (Università di Varsavia), Tomasz Skocki (Università di Varsavia), 

Comitato organizzativo: Alessandro Baldacci, Anna Porczyk, Tomasz Skock